La Cantina

Nel cuore dei Colli Berici, a Val Liona, una dimora di campagna del Seicento ospita la cantina dove produciamo vini naturali seguendo metodi artigianali. Un luogo che racconta storie di generazioni, di terra lavorata con rispetto, di scelte guidate dall’ascolto della natura.

Dove c’erano il portico, la stalla e il fienile ora ci sono la cantina, la sala degustazione, un ampio magazzino e la sala di affinamento.  Stessi volumi, stessi muri, stesse luci che entrano dai grandi finestroni quadrati.

Un lavoro di ristrutturazione iniziato nel 2018 e terminato nel 2019. Con la realizzazione di alcune idee di un ingegnere ispirato ed amante del bello che da molti anni lavora con strutture antiche, come quelle di Venezia,  le quali sono nel contempo forti e delicate.

Una Casa storica sui Colli Berici

La bella casa che oggi ospita la cantina fu costruita nel 1608 dal religioso Giovanni Porto, membro di una nobile famiglia vicentina già proprietaria di importanti palazzi e ville nel Vicentino.
L’edificio nacque per accogliere una congregazione di religiosi facenti parte dei cosiddetti Margheritoni, che si ispiravano all’insegnamento del Venerabile Antonio Pagani, singolare figura di predicatore e teologo di origini veneziane dedito all’ascesi e all’eremitaggio.

E’ quindi un luogo quasi benedettino e, aggiungerei, benedetto.

La casa rimase di proprietà della famiglia Porto fino ai primi anni del Novecento, quando venne acquistata dalla famiglia Girotto di Vicenza.
Matteo Rigoni, attuale proprietario e produttore, è discendente di questa famiglia.

Il vigneto

Attorno alla casa c’era un vecchio vigneto di Pinot Grigio, espiantato nel 1993. Nel 2004, dopo alcuni lavori di ripianamento del terreno, venne reimpiantato il vigneto con nuove varietà: Merlot, Cabernet Sauvignon e Sauvignon, a cui si sono aggiunti negli anni Manzoni Bianco, Chardonnay e Cabernet Franc. 

La scelta di vitigni internazionali è legata all’idea che, su questi suoli particolari, i caratteri varietali delle uve cedano alla natura dei terreni stessi, esaltando le caratteristiche del terroir piuttosto che quelle del singolo vitigno. 

Nel 2017 sono iniziati i lavori di restauro e sistemazione della cantina. Dal 2020 la cantina è diventata operativa a tutti gli effetti e l’intera vinificazione viene seguita e gestita direttamente nella dimora storica. 

Il vignaiolo Matteo Rigoni

Sono Matteo Rigoni. La mia storia inizia qui, a Grancona, tra le pietre di questa casa e i profumi del bosco che circonda i vigneti. Qui ci venivano i nonni a passare l’estate. Questo è il luogo dei ricordi, dell’odore dei vecchi legni, del sasso con cui è fatta la casa, del miele conservato dentro ad antiche credenze, del verde che penetrava fino dentro ai muri.

Ho studiato lettere per poi acquisire l’azienda agricola del babbo nel momento in cui ci ha lasciati, prematuramente, nel 1995.

Nel 2011 ho iniziato a fare vino da un vigneto piantato nel 2004.  Avevo delle idee precise di gusto e stile, ma non avevo ancora la cantina a casa. Lavoravo da altri, mi muovevo seguendo le direzioni che fino a quel momento mi avevano appassionato. Dal 2019 ho una cantina creata su misura dentro le pareti di questa casa. Sono cambiate molte cose dal primo vino e dall’idea che avevo di vino.

Terra, piante, ecosistema, esposizione, uve e mosti sono diventati il centro di una nuova idea di fare vino.

Avendo una piccola produzione, ho l’opportunità di prendermene cura in modo diverso, lavorandola a mano, con grande attenzione in ogni fase, lavorando i mosti e i vini per lo più a caduta. Ho preso anfore di terracotta e le ho provate. Ho sentito che quella era la mia dimensione: vinificare e poi affinare in anfore da 750 litri, metterci dentro le mani, sentire da vicino ogni cambiamento di temperatura e densità.
Oggi poggio l’orecchio per sentire i sussulti del vino che ribolle, sento l’annata, forte, debole, tumultuosa, lenta, veloce, sempre diversa. Uve diverse, sole diverso, ogni vino ha il suo carattere. Questa è la mia strada.

Il Vigneto, il Terroir, il Biologico

Coltivo circa 4 ettari di vigneto con metodo biologico certificato. La densità di impianto è di 4.200 piante per ettaro, con forme di allevamento a Guyot per i bianchi e Cordone Speronato per i rossi. L’età media delle viti è di circa 20 anni.

La gestione del vigneto segue i principi della viticoltura biologica: non utilizziamo diserbanti chimici né trattamenti sistemici. Effettuiamo solo trattamenti di copertura a base di zolfo e rame.

Per il contenimento dell’erba, lavoriamo esclusivamente con operazioni meccaniche: scalzo e rincalzo della terra sul filare, passaggio con lama interceppo e trinciatura dell’erba tra le file.

La resa per ettaro è contenuta a circa 30 quintali, per favorire la concentrazione e la qualità delle uve.

I terreni argilloso calcarei dei Colli Berici sono ricchi di ferro e fossili marini. Moderati sbalzi termici tra il giorno e la notte, unitamente allo sfruttamento delle diverse esposizioni dei versanti coltivati, permettono di gestire al meglio la produzione di uve bianche e rosse. Da centinaia d’anni quest’area del Veneto, produce uve di alta qualità adatte, senza bisogno di processi quali l’appassimento, alla produzione di vini di grande eleganza e struttura.

La vendemmia è manuale e selettiva: raccogliamo grappolo per grappolo, scegliendo solo le uve che hanno raggiunto la giusta maturazione. Le uve vengono immediatamente trasportate in cantina in cassette di plastica da circa 15 kg, per mantenere integri i grappoli.

La gestione biologica del vigneto non è solo una scelta tecnica, ma una filosofia: lasciare che la vita vegetale e animale si sviluppino attorno alla vigna, rispettare i ritmi della natura, creare un ecosistema equilibrato.

La Cantina

Al centro della campagna e dei vigneti si trova la cantina. Un passaggio di pochi minuti ci permette di portare le cassette raccolte a mano direttamente alla diraspatura. Lavoriamo facendo in modo che i chicchi d’uva restino per lo più interi. Poi attendiamo che le fermentazioni partano spontaneamente.

  • Le uve bianche possono fare qualche giorno di macerazione sulle bucce, poi torchiamo e rimettiamo il mosto nell’anfora
  • Le uve rosse restano a contatto con le bucce fino al termine della fermentazione alcolica, mediamente dai 10 ai 15 giorni
  • Dal 2019 non usiamo lieviti selezionati.
  • Non usiamo prodotti enologici e non facciamo chiarifiche o filtrazioni. L’impiego della solforosa è limitato a casi di reale necessità o agli imbottigliamenti.

Affinamento del vino

Terminate le fermentazioni, i vini stazionano in recipienti di servizio finché non abbiano finito di fermentare tutte le uve nelle anfore. Passato questo periodo, rimettiamo i vini nelle anfore o nelle vasche di cemento dove affinano  fino all’imbottigliamento.

Balù e Rospič e Sanglier non passano in botti di legno. Per i vini Rossorigoni e Biancorigoni utilizziamo piccole botti di rovere (mai di primo passaggio) e tonneaux, oltre alle vasche di cemento.

Tutto il nostro lavoro è orientato a lasciare il massimo spazio all’evoluzione naturale del vino. Eseguiamo travasi solo quando necessari e preferiamo lasciar riposare i vini intervenendo il meno possibile.

Cantina e Degustazione

Per noi il vino non è solo un prodotto da vendere, è il risultato di un sistema: il paesaggio, la terra, le vigne, le pietre di una casa del 1600, le persone che lavorano qui, quelle che la abitano, quelle che la visitano. Tutto dialoga.
La cantina non esiste senza il vigneto, il vigneto non esiste senza il suolo calcareo dei Colli Berici, il vino non prende forma senza le anfore di terracotta e il tempo che serve alla fermentazione e all’affinamento.

È un sistema armonico dove ogni elemento ha senso in relazione agli altri. Ecco perché ha senso degustare il vino qui, nella cantina dove nasce. Perché qui il vino risuona nel modo più autentico: non isolato su uno scaffale, ma circondato dal contesto che lo ha generato.

Durante le visite guidate non ci limitiamo a versare un vino nel calice, raccontiamo una storia, la nostra storia, cioè la storia del nostro vino. Si cammina tra i vigneti, si entra nella cantina di vinificazione, si vedono le anfore, le vasche di cemento, gli spazi della dimora storica.

Si degustano i vini accompagnati da prodotti del territorio. E si comprende che quello che si sta assaggiando è parte di qualcosa di più grande: un equilibrio tra natura, architettura, lavoro umano e tempo.

Questo è ciò che rende diversa una degustazione da noi. Non è una questione di marketing o di storytelling costruito. È la possibilità concreta di vedere e capire il sistema da cui nasce ogni bottiglia.

Il Territorio dei Colli Berici

I Colli Berici sono un territorio ricco di storia e tradizione vitivinicola, caratterizzato da suoli calcarei e un clima temperato che favorisce la coltivazione della vite. Si trovano in provincia di Vicenza, tra le città di Verona, Vicenza e Padova. I nostri vigneti affondano le radici in una terra dura e sassosa, ma straordinariamente generosa, che conferisce ai vini una mineralità e struttura. La posizione geografica beneficia dell’influenza del climacontinentale e della brezza che arriva dalla pianura, creando le condizioni ideali per una viticoltura di qualità.

È un territorio ancora poco conosciuto dai circuiti turistici, fatto di vigneti, boschi di carpini e roverelle, piccoli borghi e dimore storiche. Un paesaggio che conserva il ritmo lento della campagna e la memoria di una tradizione agricola centenaria.

La cantina è facilmente raggiungibile in auto da tutte le principali città del Veneto.

Ma occhio ai navigatori, potrebbero fare degli scherzi. Per evitare inconvenienti è sempre opportuno inserire prima “Museo della Civiltà Contadina” e poi la Cantina Matteo Rigoni. E se vi dicono di andare in strade troppo difficili, tornate subito indietro!
Siamo situati in una zona tranquilla, circondata da vigneti e boschi, ideale per chi cerca un’esperienza autentica lontana dai percorsi turistici più battuti.

Parcheggio disponibile presso la cantina anche per camper, moto e biciclette.